Il Ruolo del Gioco
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Lucida Mansi


Lucida Mansi era una giovane e bellissima donna appartenente ad una delle più ricche e potenti famiglie della Lucchesia.

Completamente dedita al lusso ed alla vita mondana, era solita organizzare nelle sue numerose, e splendide, ville sfarzose feste animate da musiche e balli. Era adorata e corteggiata quanto crudele; era infatti solita liberarsi dei suoi innumerevoli amanti, quando ne era annoiata, facendoli precipitare in un pozzo cosparso di innumerevoli lame affilatissime, celato da una botola.

Lucida era estremamente innamorata della propria immagine, tanto che aveva disseminato di specchi la sua stanza da letto, in modo da potersi contemplare in qualsiasi momento; teneva addirittura uno specchio nascosto nel libro delle preghiere, in modo da potersi specchiare anche durante le sacre funzioni.

 

Il tempo trascorse spensierato fra feste ed amanti, fino a quando una mattina, ammirandosi come sempre ad uno specchio, si accorse di una lieve ruga che segnava inesorabilmente il bellissimo volto.

Lucida si disperò, gridò e pianse lacrime amare sino a quando le apparve un giovane meraviglioso, ma sotto le cui sembianze si nascondeva il diavolo.

Questi le promise altri trent’anni di immutata bellezza ma, trascorso questo tempo, egli sarebbe tornato a farle visita per ricevere il pagamento di questo favore, la sua anima.

Lucida accettò senza pensarci, nemmeno la sua stessa anima le era più cara del suo bel volto e della sua giovinezza.

Gli anni concessile dal Demonio passarono mantenendo intatta la sua giovinezza, come le era stato promesso, mentre tutti attorno a lei invecchiavano. Gli uomini continuavano ad amarla ed a morire per lei tra atroci sofferenze. Fino a che, un pomeriggio d’estate di trenta anni dopo, il Diavolo ricomparve.

Lucida fu sorpresa e spaventata dalla sua venuta, nonostante il Diavolo avesse mantenuto la sua promessa ella non si era convinta fino in fondo della veridicità del patto che aveva stipulato.

Ella si disperò, e pianse, ed implorò il Demonio di risparmiare la sua anima. Ma egli non si lasciò impietosire e la trascinò sulla sua carrozza fiammeggiante e, dopo aver percorso un intero giro di mura, affinché tutti i lucchesi potessero udire i lamenti strazianti della sua vittima, fece inabissare il cocchio nel laghetto di uno splendido giardino fiorito.

Tutt’oggi questo giardino esiste all’interno delle mura cittadine lucchesi, ed è conosciuto da tutti come “Orto Botanico”.

C’è chi afferma che immergendosi nelle acque de laghetto si possa ancora vedere il volto di Lucida Mansi addormentato sul fondo del lago; e chi invece sostiene che nella notte del 31 Ottobre, poco prima della mezzanotte,nel silenzio assoluto il vento si alzi e si odano gli zoccoli dei cavalli che corrono a precipitarsi verso il laghetto, i più fortunati possono addirittura intravedere la carrozza infuocata, lanciata nella sua eterna e sfrenata corsa verso l’inferno.

Una variante della stessa leggenda vuole che, giunti al termine dei trent’anni venne il momento di onorare il patto ed in una notte di tempesta ella scomparve, e nella sua casa fu trovata una buca così profonda che non fu più possibile chiudere.